Dimmi chi sei

 

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Nuovo romanzo di Giacomo Assennato. In particolare:

 

~Dimmi chi sei

~Autore: Giacomo Assennato

~Genere: Romance M/M

~Data di pubblicazione: 10 giugno 2019

~Pubblicato in self publishing

Pagine e-book: 154

 

~Trama:

Antonio è anziano e ha bisogno di liberarsi dal grande problema che ha in casa e che gli rende deprimente la vita; per questo, con molte titubanze, decide di recarsi in un centro di ascolto e lì, dopo vari tentennamenti, inizia a raccontare la sua storia.


Con le sue parole gli anni scorrono, seduta dopo seduta, a partire dal 1961 fino a raggiungere il presente. Il libro è articolato in piani temporali diversi; le vicende così fondamentali nella vita di Antonio non sono quindi raccontate, ma i vari momenti sono vissuti in diretta.
Conosciamo quindi nuovamente Antonio, con il candore e l’innocenza dei suoi sedici anni, incontriamo Pietro, un diciottenne spavaldo e pronto alla vita, e infine Filippo, un ragazzo di oggi che con la sua amicizia sincera contribuirà a far conquistare equilibrio e una certa serenità ad Antonio.
È il racconto di una vita vissuta tra momenti bui e tanta luce che si concluderà ai giorni nostri, con un evento atteso da sempre, qualcosa che è sempre sembrato irraggiungibile ma che alla fine si realizzerà e coronerà una storia d’amore unica.

 

~Estratto:

Settembre 1972

Seduti su queste due sdraio sotto l’ombrellone, voglio proprio dirlo: sembriamo due attori. Mi misuro con Pietro: se, crescendo, sono diventato attraente anche solo la metà di quanto ha fatto lui, posso sentirmi un adone. È tutto lontano, adesso: i nostri due paesi, quella combriccola di sventurati che erano i miei amici e anche gli anni da manovali, la ricerca di un posto per dormire…
«Siamo arrivati, Pietro.» Gli dico, rompendo il silenzio e la pace.
«Che significa?» Solleva gli occhiali da sole e mi squadra.
«Che non ci manca niente. Non te ne accorgi?»
«Veramente pensavo che sarebbe l’ora di comprarci una macchina.»
«Per farci che? Guarda, te lo dico: secondo me, tu stai perdendo la testa.»
È solo un commento, non vale certo la pena di avviare una discussione sull’opportunità o meno di un acquisto del genere. Lo conosco: se l’idea l’ha sfiorato, tempo una settimana avrà già scelto marca, tipo e colore.
«Tanto non te lo dico,» mi fa ricalzando gli occhiali, «è inutile che ci speri.»
«Cosa non mi dici?»
«Quello che vuoi sentire.»
«Ma ti rendi conto che non ho uno spazio libero neanche nei pensieri? È vero: volevo che mi rispondessi che la testa l’hai già persa per me,» ribatto subito, «come fai a leggermi dentro così?»
Per protesta, frugo nella sacca da spiaggia e prendo la Settimana Enigmistica; l’arrotolo e gliela picchietto sulla testa. Non si scompone più di tanto e riprende il discorso.
«Comunque, pensavo a un’Alfa Romeo Duetto, possibilmente rossa e ovviamente scoperta.»
«Ma per farcene cosa?»
«Per averla!»
«Certo: semplice e lineare; abitiamo a cinquanta metri dal negozio… e poi proprio la Duetto…»
«Esatto, come nel Laureato. Esageriamo!»
«Vabbè, tanto è inutile discutere.»
«Pensaci bene a quello che potremmo farci,» mi dice sorridendo, «tanto per cominciare, la prossima estate niente treno: partiamo con la spider, ci facciamo la costa amalfitana e poi giù giù arriviamo fino in Sicilia. Ma prima…»
Rimane in sospeso, con la bocca socchiusa e fa sì sì con la testa. Siccome anch’io sono capace di leggere nei suoi pensieri, so che resterà così finché non chiederò e allora non lo deludo.
«Prima…?»
«Prima passiamo dal tuo paesello, facciamo dieci giri della piazza rombando a tutto gas e suoniamo a ripetizione il clacson. Quando li vediamo tutti fuori a guardare e non c’è più una persiana chiusa, ci fermiamo qualche secondo, facciamo ciao ciao con la manina e ripartiamo a razzo.»
«Mi piace. Andiamo a comprarla.»
«Prima un tuffo, dai.»
Mi fa alzare, tirandomi per la mano, ma poi non me la lascia andare; rimane bloccato a guardarmi una decina di secondi di troppo. Non se ne rende conto, da quanto è innocente, però, forse perché già ci tenevano d’occhio, i nostri vicini d’ombrellone prendono a darsi gomitate e si esibiscono in una delle tipiche smorfiette che si usano per classificare quelli come noi.
Non me ne curo, proprio per niente. Ho altro da fare: per prima cosa rispondere agli occhi di Pietro. Non ha usato parole, ma ho capito perfettamente cosa ha visto, e non è una mia idea, perché è un pensiero che attraversa spesso anche me e l’ho riconosciuto. Ha teso la mano all’Antonio sedicenne della spiaggia calabrese e l’ha tirato su, vedendo scorrergli addosso questi dieci anni tutti in un soffio. Mi ha trovato uomo e ha rinnovato la sua promessa. Tutto questo in pochi istanti. E non sbaglio. Per cui me la tengo stretta quella mano, fino a che mi pare. E se ha il sapore di una sfida verso chi ci osserva, ne sono orgoglioso.
Poi è mare, acqua lenta che ci accarezza, col mio delfino che si immerge e torna fuori, che si avvicina con aria candida mentre so bene che ha in bocca mezzo Mare Ligure e sta per spruzzarmelo in faccia. E lo fa, infatti, incatenandomi con i suoi occhi gialli che finge duri, cattivi, ma che invece stanno solo dicendo “Ti ho, ti tengo, che credi? Non andrai da nessuna parte senza di me, mai”.
Va avanti così per tutta la giornata. Adesso sono allungato sulla sdraio, mani alla nuca, gli occhi chiusi e sto tanto bene. Apro bocca.
«Sai una cosa, Pietro?»
«Che hai, ora?»
«Tutto.»
Sento lo sbuffo d’aria che manda dal naso. È il suo modo silenzioso di sorridere.
«Con questa hai battuto tutti i record,» mi fa, «sei riuscito a dire la più grande delle tue cose belle con una parola sola.»

 

~L’autore:

Giacomo Assennato nasce in Sicilia, ma questa terra solare imparerà a conoscerla solo da grande, in vacanza, perché quando ha appena tre anni, la sua famiglia si trasferisce a Firenze. Per questo aspira tutte le “c”.
Studia, non molto in verità, al Liceo Artistico e poi frequenta la Facoltà di Lettere.
Il suo lavoro principale è quello di insegnante alle scuole superiori ma, nel privato, appassionato di pittura, di musica e della parola scritta, si dedica a tutte e tre le possibilità espressive. Ha una bella famiglia con cui condivide stimoli e soddisfazioni.

I suoi primi passi nell’editoria lo vedono come autore di libri scolastici, per Mondadori e Tramontana; ma la sua indole è quella di raccontare storie; ha sempre scritto, fin da ragazzo, e arriva alla narrativa con “Tanto Sonno” (una raccolta di 9 racconti), col romanzo “Le strade che non portano”, “Un’immensa giornata”, che ne è il seguito ideale e il romanzo “Le cose cose accadono”, delicata e intensa storia a tema M/M. “Sapessi, Luca” è la sua seconda prova nel romanzo M/M.

 

 

~Link:
https://www.amazon.it/dp/107302217X

 

Ve ne parlerò presto!

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3 pensieri su “Dimmi chi sei

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