Eventi

Un regalo sotto l’albero: Sabrina Pennacchio

 

Oggi vi parlo dei pirati di Sabrina Pennacchio!

 

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~Trama: 

«Nel frattempo prenderò il tuo tesoro più prezioso, signor generale» 

XIX Secolo – Oceano Atlantico 

Alcuni narrano che Calico Jack, il più temuto fra tutti i pirati, sia stato giustiziato in Giamaica molti anni orsono; altri narrano, invece, che questi sia tornato dal mondo degli inferi dopo un accordo con Satana, per continuare a terrorizzare i mari indisturbato. 

Eppure, nonostante ciò che si vocifera, un giorno un uomo che tutti conoscono come il temuto Calico Jack, rivendica la taglia sulla sua testa, lanciandosi in uno spietato attacco alla nave della Marina Britannica, per rapire la figlia del generale di ritorno dai paesi d’oriente. 

 

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~Biografia autrice: 

Sabrina Pennacchio nasce a Napoli il 10 – 02 – 1991 

Costretta ad abbandonare gli studi di arte e moda, decide di dedicare gran parte del suo tempo alla sua più grande passione: ” la scrittura ”. 

Nel 2018, pubblica il romanzo d’esordio ‘’At World’s End: Wanted Pirates’’ edito dalla Writers Editor, con il quale si aggiudica il ‘’Premio Della Critica Emozioni 2018 al Concorso Letterario Premio Eterna’’ e nel Dicembre del 2018, partecipa alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, dove in pochi giorni il suo libro è Sold Out.

 

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~Estratto

Il corpo di Marina Charlotte Surcouf toccò il ponte della Tempesta dei Mari nel preciso istante in cui Calico Jack la lasciò andare, senza preoccuparsi minimamente di quell’esile corpo che urtava senza eleganza il legno del pavimento che lo rivestiva. 

«Non solo siete un uomo di bassa lega, ma siete anche un villano!» 

Chiuse un occhio, all’impatto, massaggiandosi poi la spalla dolorante nel momento in cui riuscì a sedersi. Se fosse spaventata? Questo era ovvio, ma forse al momento la rabbia era l’unico sentimento che riusciva a prevalere su di lei, non riuscendo ancora a farle capire per bene quale fosse la sua situazione. 

«Perdonate la scortesia, Mademoiselle,» la schernì il pirata, mentre fingeva un mezzo inchino alla bella signorina dell’alta borghesia inglese, «non vorrei mai recare offesa a Miss Surcouf». 

Il sorriso continuò a rigare il suo volto, nascosto dalla frangia bionda solo qualche istante prima, anche quando si rimise composto. 

«Io e i miei uomini faremo in modo che sua signoria conduca un piacevole viaggio e abbia a disposizione le comodità che più si addicono a colei che è appena tornata dai Paesi d’Oriente». 

Un coro di rozze risate echeggiò nell’aria e in quel momento Marina Charlotte arrossì di rabbia. Poco importava come avesse ricevuto simili informazioni, che dimostravano quanto sin dall’inizio lei fosse stata etichettata come ostaggio perfetto. Se avesse potuto lo avrebbe preso a ceffoni! Ma non era il caso di far ancor più la spavalda, e ciò che la convinse di questo fu quel che notò nel guardarsi intorno: una sessantina? 

Forse di più, erano gli uomini presenti su quell’imbarcazione e ognuno di loro non aveva di certo buone intenzioni, né con lei né con nessun altro, a quanto pareva. 

 

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