Tracce d'autore: interviste

Tracce d’autore: Ferdinando Salamino

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Salve a tutti,

Da oggi il blog inaugura una nuova rubrica dal nome Tracce d’autore, un’intervista un po’ particolare ad autori e autrici di vari generi.

E grazie al mio primo ospite e alla sua professione ho pensato di strutturarla un po’ come un test psicologico basato sulle macchie di Rorschach. Andremo per associazioni, tra le parole che sceglierò e i pensieri che scaturiranno in modo istintivo da chi parteciperà dall’altra parte.
Ma non tergiversiamo!

La cavia e apripista del nostro primo appuntamento è un autore di noir, dallo stile incisivo e spiazzante, profondo conoscitore dell’animo umano, che non sbaglia un colpo. I suoi libri mietono consensi su consensi…
Di chi sto parlando?

 

Ciao Ferdinando Salamino e grazie di essere qui.

 

1. Per prima cosa ti chiedo di presentarti per chi ancora non ti conoscesse.

Chi ancora non mi conoscesse è una persona fortunata, ma rimedio subito. Ho quarantotto anni, anche se preferisco dire che sono trentacinque complessi, sono padre di due figli e marito di una rossa da sballo.
Vivo e lavoro a Northampton, nelle Midlands inglesi, anche se il mi sogno è di trasferirmi, prima o poi, in Messico, dove ho lasciato il cuore e una manciata di amici sinceri.
Come si può capire da queste poche righe, non ho paura del cambiamento. Anzi, la cosa che mi spaventa di più è l’immobilità.

 

2. Se ti dico infanzia, cosa ti viene in mente?

 Le possibilità, il formarsi a poco a poco, il germogliare di un essere umano. Le tante spinte, grandi e piccole, che ne plasmeranno la personalità.
L’infanzia è una scintilla.

 

3. Seconda parola: musica. Cosa rappresenta per te personalmente, e hai delle playlist particolari che ti aiutano nella stesura dei tuoi romanzi?

Il mio primo vero lavoro retribuito è stato come chitarrista in una band. Giravamo i locali italiani e sono stati anni avventurosi. Come direbbe Brian Adams, “we were young and wild and free”. La musica mi accompagna ancora oggi, ma non quando scrivo. Se mi immergo nella mia scrittura, voglio silenzio, a meno che la musica non sia parte della scena. In quel caso, la sparo a palla per sentire quello che sentono i personaggi.

 

4. Lealtà. È un tema di cui ti sei occupato nel tuo ultimo romanzo. Cosa puoi dirci?

Tante volte mi sono chiesto cosa rendesse Michele, il protagonista dei miei romanzi, tanto amato, anche a scapito di quei due tre difettucci che si porta dietro. È un sociopatico, un assassino, un violento che sa essere senza scrupoli, ma tu queste cose le sai. Eppure tanti lettori, e lettrici, lo hanno adottato, lo adorano, fanno il tifo per lui. Perché? Perché gli ho infuso la qualità più bella che un essere umano possa avere: la lealtà. Se Michele ti sceglie, non ti abbandonerà mai più e sarà pronto a uccidere, e morire, per te.
I miei anni su questa Terra mi hanno insegnato che un amico, o una compagna, non deve essere bello, simpatico, spiritoso. Non deve esserci sempre e non deve dirti sempre sì. L’unica cosa davvero importante è la lealtà, la capacità di non tradirti anche quando farebbe tanto comodo.

 

5. Se ti dico scrittura, qual è il tuo primo pensiero?

Libertà.

 

6. Oscurità.

Nascondiglio. Baratro. Quiete. Mostri.

 

7. Paura. C’è qualcosa che ti spaventa?

Ho dato vita a un personaggio che non teme quasi nulla e mi piacerebbe dire di essere come lui, ma la verità è che, più vado avanti, più faccio i conti con la paura. Paura di non realizzare i molti sogni che mi sono rimasti, paura che alle persone che amo accada qualcosa e che non mi riesca di proteggerli, paura di scoprire che, alla fine della fiera, non eri chi pensavi di essere. La meschinità, a volte, è come quella macchia di sugo sulla camicia che tutti vedono tranne te.

 

8. Se ti dico casa, invece?

Ho cambiato casa così tante volte che ho imparato a pensarla non come un luogo, ma uno stato d’animo. Casa è sentirsi al sicuro, liberi, amati. Casa è con le persone che ti sei scelto.

 

9. Futuro.

Visti gli ultimi eventi, siamo in molti a domandarci quanto nero sia il futuro che ci aspetta. Bambini chiusi nel plexiglass, adulti che avranno un’altra scusa per evitarsi e tenersi a distanza, un’economia in frantumi. Io voglio pensare invece che il futuro ci chiamerà ancora una volta a ricostruire, a reinventare, e qualcuno di noi sarà bravo a farlo. Spero di poter esserlo anche io.

 

10. Ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa per concludere la nostra chiacchierata insieme?

Intanto ringrazio te e chi vorrà leggere questa chiacchierata. Poi, che altro dire? Vi auguro buone letture, coinvolgenti, che arricchiscano. Magari anche una firmata da me, perché no? Se non trovate di meglio…

 

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Vi ricordo che i libri di Ferdinando Salamino, editi Golem edizioni, sono disponibili sul sito della casa editrice, su Amazon e Kindle Unlimited.

Se volete, trovate le recensioni de Il Kamikaze di cellophane e de Il margine della notte nella sezione Recensioni del blog.

Ringrazio il “dottore” per la disponibilità e fiducia, per avermi assecondato con entusiasmo.

Non mi resta che rimandarvi alla prossima intervista.

Chi sarà la prossima “vittima”?!

A voi scoprirlo.

2 pensieri su “Tracce d’autore: Ferdinando Salamino”

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