Nuove uscite

Il mondo perduto. Tra sogno e realtà

~Il mondo perduto. Tra sogno e realtà

~Autore: Federico Mastrodomenico

~Lingua‏: ‎ Italiano

~Genere: Naturalistico romanzo psicologico

~Trama:

“Il Mondo Perduto” è, un romanzo psicologico; i didascalici temi filosofici, diventano progressivamente più consueti. Alla stregua di un abile pittore, l’autore descrive veristicamente i natii ambienti in cui l’asperger Antonio rivive le emozioni rimosse; incontrando i suoi esigui reali rinominati paesani sovente estinti, Mastrodomenico spazia sia nel tedioso presente che in quel radioso passato nel quale entrambi questi asperger si immergono unificandosi. Scandite dal tranquillo trascorrere delle ore di una delle ripetitive giornate castresi, le vicende di tale protagonista quasi depresso si svolgono fra luci e ombre. Principalmente nei sogni in cui egli né pensa né parla, Antonio assapora la gioiosità delle popolate contrade del borgo medioevale; annunciata anche dai profumi momentaneamente assenti o dagli inanimati avanzanti elementi, essa svanisce nel silenzioso paesino odierno tanto caro quanto ostile. Soltanto un intermedio ingenuo autistico che corre attraversando le abbandonate campagne, prospicienti Castrovalva, può arrivare a quella destinazione che esiste unicamente nel preconscio dell’asperger dotato di intelligenza straordinaria.
In questa rappresentazione particolareggiata dei propri luoghi nativi, Mastrodomenico rinuncia né ai suoi toni autoironici né al suo umorismo eccezionale; la velata drammaticità, non permea l’avvincente viaggio nel mondo perduto.

~Estratto:


‒ Antonio; allora, sei a conoscenza nemmeno del terrazzo ubicato sotto la quasi inutile staccionata posta laggiù ‒ sostenne il canuto uomo, mentre additava stringendo l’arrotolata catenina del rosario. Tal gesto, accompagnante codeste apparentemente sentenzianti parole, era comunque delicato e preludeva alla reminiscenza di un amico defunto. Infondendo serenità, il prete raccontò ‒ Tuo nonno, Biagio, svolgeva egregiamente anche la mansione di campanaro. Tutte le domeniche, sacrestano, lui serviva messa. Alle sette sia di mattino che del pomeriggio, lui suonava giornalmente i tredici rintocchi celebranti la Madonna. Prima di cenare, lui ricaricava pure l’orologio di Castrovalva. I carichi agganciati dalle metalliche azionanti catene da riavvolgere, formanti parte del sistema di trasmissione, erano davvero ponderosi. Quando terminava anticipatamente il suo lavoro retribuito, elettricista comunale, lui scendeva dal campanile e riordinava tutti i manufatti ecclesiastici. Riguardo alle pulizie della chiesa, se ne occupavano le signore.
Intento a rilevare la presenza dell’ignota aiola indicata pocanzi dal rievocante sacerdote, protesosi dagli incrociati pali, il ventenne interloquì ‒ Al tempo in cui mio nonno è morto, io avevo solamente quattro anni; però, ricordo la sua capigliatura bianca.
‒ Mai, Biagio si fermava! Precorrendo quotidianamente la comparsa del mattutino sole estivo, tuo nonno annaffiava questo terreno ancor riarso. I cavi esterni trasmettevano sì la corrente alimentante le macchine frigorifere delle insufficientemente illuminate case; sia aerei che privi di materiale isolante, essi erano tuttavia ben separati e non richiedevano una manutenzione urgente. Biagio poteva pertanto anticipare la sua zappatura pomeridiana; dopo le quindici, lui rovesciava le zolle ricoperte dalle erbacce. Antonio! Domenico, qualche volta, ti ha parlato delle pecore che discendevano in tale erto terrazzamento? Il tuo papà conduceva i cinquanta ovini di suo padre, durante la stagione calda; lui, accedeva dal ligneo esteso cancello prospiciente il fradicio piccolo uscio attuale. Bambino, Domenico rischiava di ruzzolare giù per l’inaridita china pestata dallo sbiecamente calante gregge; il lungo ridotto ripiano posto in fondo a essa, avrebbe difficilmente bloccato il felice infante.

~Biografia:


Federico Mastrodomenico nasce nel freddo febbraio del 1969, nella piccola Castrovalva sita nell’entroterra aquilano. Fino al 1989, Federico frequenta egregiamente gli ambienti scolastici; sempre primo della classe, lui è tuttavia consapevole della sua lenta troppo elaborata capacità di apprendere che lo fa essere sia geniale che socialmente inadatto. Ancora ignaro del suo autismo ad alto funzionamento, Federico affronta forzatamente la leva obbligatoria e il decennio trascorso lavorando saltuariamente in una fabbrica sulmonese di bibite. Impossibilitato ad esprimere le sue potenzialità, Federico si dedica allo studio approfondito sia della musica che del pianoforte. Anche mentre svolge altre varie attività successive a quella di operatore nel suddetto stabilimento industriale, Federico continua a studiare ampliando i propri interessi; tanto il liceo scientifico quanto gli studi interrotti da ingegnere, fanno in modo che lui si dedichi allo studio prima dell’elettronica e poi dell’informatica.
Federico, a causa dei suoi lavori sempre più precari, si isola quasi completamente. Navigando su Internet, Mastrodomenico comincia a rendersi conto di essere autistico. Le notizie concernenti l’asperger, nel 2012, erano però poche e fuorvianti. Federico si vede quindi costretto ad approfondire i suoi studi autodidattici di neuropsicologia. Indotto da una sua amica psicologa, Federico Mastrodomenico scrive “Essere Sé Stesso” e riscrive praticamente la sindrome di Asperger. Prima della pubblicazione di questo saggio avvenuta nel 2017, Federico compone: I Colori dell’Esistenza, Il Mondo Perduto, altri due romanzi.
A fine aprile 2021, viene pubblicato “Il Mondo Perduto”; con questo naturalistico romanzo psicologico, Federico Mastrodomenico riesce a farsi apprezzare sia in qualità di esperto già noto conoscitore dell’asperger che come scrittore raffinato. Certo della propria originalità espressa da elaboratissime forme grammaticali, Federico si definisce così: scritto-pittore. Dopo che la sua sindrome di Asperger è stata diagnosticata da importanti medici della psiche, nel 2020, Federico Mastrodomenico sembra aver raggiunto il proprio obiettivo consono al suo eccezionale talento innato sia matematico che letterario.

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