Recensioni

Game changer

Oggi vi parlo di:

~GAME CHANGER

~Autrice: Rachel Reid

~Editore: Always publishing

~Genere: Sport Romance

~Pagine: 368

~Data di uscita: 9 giugno 2026

~Prezzo cartaceo: € 17.90

~Prezzo ebook: € 4.99

~Traduzione: Carlo De Cristofaro

~Illustrazione cover interna: Francesca Marchitelli (Chicca Art) ed Emanuela Marchitelli (Mantou Art)

~Trama:

Da anni Scott Hunter, capitano dei New York Admirals, domina il ghiaccio con tenacia e dedizione, ma il suo cuore è sempre rimasto un territorio segreto, nascosto tra pressioni e responsabilità. Tutto cambia dall’incontro casuale con Kip Grady, quando i suoi irresistibili smoothies diventano il suo portafortuna: è un piccolo rituale dolce che accende un legame inatteso e travolgente con il giovane barista. Da quando Scott e Kip si conoscono, ogni momento trascorso insieme acquisisce il peso speciale di un amore intenso e fragile, che germoglia lontano dagli occhi del mondo.

Con i playoff che mettono alla prova la sua carriera e la sua vita personale, Scott deve confrontarsi con la sfida più grande: conciliare fama e obblighi con la libertà di amare apertamente, una missione apparentemente impossibile nel mondo dell’hockey. Soprattutto perché, per una persona libera come Kip, è difficile rimanere confinato tra le mura di un amore clandestino…

Tra desiderio, tensioni e compromessi, Scott e Kip dovranno imparare cosa significa davvero rischiare per sé stessi e per chi si ama.

In un mondo che non concede pause, è la partita per il loro amore la più importante da vincere.

~Considerazione personale:

Sono un po’ in conflitto a parlare di questo libro. Da una parte il tema e i personaggi mi sono piaciuti molto. Dall’altra c’è un elemento spicy troppo presente che si ripete all’infinito e rende la lettura lenta.

Kip e Scott sono due persone agli antipodi. Kip è uno studente di storia che lavora in locale che fa smoothie. È gay, ha una famiglia che lo ama e amici con cui frequenta il suo locale gay preferito. Scott è la star dell’hockey di New York. È un uomo che sembra tutto d’un pezzo, ma in realtà si sente profondamente solo da quando ha perso sua madre, sua unica famiglia. In più Scott è da anni che porta con sé un segreto che lo sta logorando e l’ha portato a mentire e a nascondersi per paura delle conseguenze nel mondo dello sport. Eppure quando incontra Kip per caso la chimica è immediata. Un colpo di fulmine che li porta ad avvicinarsi sempre più, e mentre i sentimenti crescono i due devono nascondersi dal mondo esterno. Ed è qui che si apre il mio conflitto interiore: perché invece di affrontare le paure e i dubbi di Kip, le responsabilità che Scott deve affrontare, l’insofferenza, il timore di perdere tutto, di dover essere il primo gay dichiarato nel mondo dello sport, l’autrice si perde in troppe scene spicy, che in alcuni casi hanno il loro senso e significato, ma che a un certo punto si susseguono a ripetizione, come riempitivo e mi è dispiaciuto perché c’erano gli argomenti da affrontare. La parte introspettiva verso la fine c’è ma e molto risicata rispetto allo spicy.

Scott si dimostra un personaggio molto fragile e solo, che ha paura di tutto e che la vita ha irrigidito a causa delle telecamere sempre puntate addosso. Con Kip è se stesso per la prima volta, trova il coraggio di rischiare per un amore che è forte è reale. Kip lo rende più spontaneo, lo fa respirare. E Kip è solare, cerca di realizzare il suo sogno di lavorare in un museo e non si arrende e soprattutto è molto paziente e tiene per sé le sue paure per appesantire Scott. Almeno fino alla decisione importante sul loro futuro.

I temi affrontati sono molteplici: c’è il volersi migliorare e superare il senso di inadeguatezza costante. C’è il tema della famiglia e dell’amicizia che circonda Kip e lo fa sentire amato, al contrario di Scott che ha come unica famiglia la sua squadra. C’è lo sport, adrenalina, le partite, le vittorie e le sconfitte ma anche tutte le responsabilità e i pesi che comporta un ruolo di prestigio nella squadra. C’è il tema del coming out e le difficoltà che comporta nel mondo dello sport, gli sponsor, i social, i tifosi e compagni. È difficile essere il primo ma non lo è cosa tanto se non vuoi rinunciare all’amore vero, se sei stanco di fingere e di stare chiuso in un attico per non essere visto.

Ho adorato i personaggi secondari, Carter, Bennett, Huff, Jalo, Elena, Maria, i genitori di Kip e anche la piccola apparizione di Ilya. Mi è piaciuto anche il finale, quindi in conclusione è una lettura che ho apprezzato ma con meno spicy lo avrei apprezzato meglio.

Lo consiglio a chi ha amato heated rivarly, a chi cerca una storia dolce ma ricca di spicy. A chi cerca personaggi che maturano insieme e diventano l’uno la forza dell’altro per cambiare le cose nel mondo dello sport.

Ringrazio la casa editrice per la disponibilità e collaborazione. Un grazie a chi continua a seguirmi e a leggere.

Non mi resta che rimandarvi al prossimo libro.

A presto.

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